Il recupero dei crediti è un processo fondamentale per chi si trova nella situazione di dover riscuotere somme non pagate da parte di debitori. Che si tratti di privati o aziende, recuperare il credito può essere complesso e richiede una gestione accurata e competente per garantire il rispetto della legge e aumentare le possibilità di successo. In Italia, il recupero crediti è regolamentato dal Codice Civile e dalle norme di procedura civile, ma esistono diverse strategie e fasi che un creditore può seguire per ottenere il pagamento.

FASI DEL RECUPERO DEI CREDITI

Il processo di recupero crediti si divide generalmente in due fasi principali:

  1. Fase stragiudiziale: consiste nel tentare di risolvere il problema del credito insoluto senza dover ricorrere al tribunale. È la fase preferibile, in quanto è meno costosa e più rapida.
  2. Fase giudiziale: si attiva solo nel caso in cui il debitore non abbia risposto positivamente alle richieste nella fase stragiudiziale, e prevede l’intervento di un giudice.

FASE STRAGIUDIZIALE DEL RECUPERO DEI CREDITI

La fase stragiudiziale è un tentativo di recuperare il credito attraverso solleciti informali e negoziazioni. Le principali azioni in questa fase sono:

  • Invio di un sollecito di pagamento: si tratta di una lettera o comunicazione (anche elettronica) in cui si ricorda al debitore la scadenza del pagamento e si richiede di saldare il debito. È importante che il sollecito sia chiaro e dettagliato, indicando l’importo dovuto, la data di scadenza e le modalità di pagamento.
  • Messa in mora: se il sollecito di pagamento non porta a un risultato, si può procedere con una lettera di messa in mora. Questa rappresenta un passaggio formale importante e ha il valore di una diffida legale, in cui il creditore richiede al debitore di adempiere al pagamento entro un termine preciso, specificando che in caso di inadempimento si potrebbe procedere per vie legali. La messa in mora interrompe i termini di prescrizione del credito e può avere rilevanza giuridica in caso di contenzioso.
  • Trattative e piani di rientro: quando possibile, soprattutto nel caso di difficoltà finanziarie del debitore, può essere utile tentare una trattativa per definire un piano di rientro rateizzato. Questo approccio può facilitare il pagamento evitando di forzare la mano, evitando anche il ricorso alla fase giudiziale.

La fase stragiudiziale è particolarmente indicata quando ci sono probabilità di accordo e il rapporto con il debitore è potenzialmente recuperabile. Coinvolgere un’agenzia di recupero crediti può spesso accelerare il processo, poiché i debitori tendono a prendere più seriamente le richieste provenienti da soggetti esterni e specializzati.

FASE GIUDIZIALE DEL RECUPERO DEI CREDITI

Se la fase stragiudiziale non dà risultati, si passa alla fase giudiziale, che comporta un’azione legale vera e propria. Le opzioni legali disponibili sono:

  • Decreto ingiuntivo: è uno dei procedimenti più rapidi per il recupero crediti. Si tratta di una richiesta al giudice di emettere un’ingiunzione di pagamento. Il decreto ingiuntivo consente di ottenere un provvedimento esecutivo che obbliga il debitore a pagare entro 40 giorni, salvo opposizione. Trascorso questo termine senza opposizioni o pagamento, il decreto diventa esecutivo, consentendo l’avvio di azioni esecutive come il pignoramento.
  • Azione esecutiva (pignoramento): se il debitore non adempie al pagamento dopo il decreto ingiuntivo, si può procedere con il pignoramento dei beni. Il pignoramento può riguardare beni mobili, immobili, conti bancari o quote societarie del debitore. È una procedura complessa che richiede l’intervento di un ufficiale giudiziario, che sequestra i beni del debitore per soddisfare il credito.
  • Atto di citazione: in alternativa al decreto ingiuntivo, se il credito non è certo, liquido o esigibile (cioè se manca documentazione precisa del credito), il creditore può citare in giudizio il debitore per ottenere una sentenza di condanna al pagamento. Questa procedura è più lunga e complessa rispetto al decreto ingiuntivo.

COSTI E TEMPI DEL RECUPERO DEI CREDITI

Il recupero crediti comporta dei costi, che variano in base alla complessità della procedura. La fase stragiudiziale è generalmente meno onerosa, poiché non richiede l’intervento di avvocati o tribunali. Tuttavia, la fase giudiziale può comportare costi di assistenza legale, tasse giudiziarie e spese per eventuali perizie o notifiche ufficiali. I tempi di recupero variano notevolmente. La fase stragiudiziale può concludersi in pochi giorni o settimane, se il debitore è collaborativo, mentre la fase giudiziale può durare da alcuni mesi a diversi anni, specialmente se si passa al contenzioso con l’atto di citazione o se ci sono opposizioni o appelli.

STRUMENTI PREVENTIVI PER EVITARE IL MANCATO PAGAMENTO

Prevenire è meglio che curare, e nel caso dei crediti è possibile adottare alcune misure preventive:

  • Verifica della solvibilità del cliente: soprattutto per transazioni rilevanti, verificare l’affidabilità creditizia del cliente attraverso indagini di mercato o banche dati.
  • Uso di contratti ben formulati: un contratto scritto e chiaro è essenziale per proteggere i propri interessi. Prevedere modalità di pagamento e clausole specifiche per i ritardi o l’inadempimento può agevolare il recupero.
  • Richiesta di garanzie: laddove possibile, richiedere garanzie reali (ipoteche o pegni) o personali (fideiussioni) da parte del cliente per tutelarsi dal rischio di insolvenza.

RECUPERO DEI CREDITI

Il recupero dei crediti è una procedura che può essere lunga e costosa, ma seguire le corrette fasi e strategie può fare la differenza tra successo e insuccesso. La fase stragiudiziale rappresenta spesso la soluzione più semplice e veloce, mentre la fase giudiziale è necessaria solo nei casi più complessi o ostinati. Essere tempestivi nel sollecitare il pagamento, fornire adeguata documentazione e considerare soluzioni di compromesso sono pratiche consigliabili per massimizzare le possibilità di recuperare il credito in modo efficace.

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Foto Agenzia Liverani