Il contratto a progetto (Co.Co.Pro) è stato per anni una delle principali forme contrattuali utilizzate in Italia per gestire collaborazioni autonome legate a specifici obiettivi lavorativi. Introdotto con il Decreto Legislativo n. 276/2003 (cosiddetta Legge Biagi), il contratto a progetto mirava a offrire flessibilità alle imprese e una tutela minima ai collaboratori. Tuttavia, a causa di frequenti abusi, è stato progressivamente superato, fino alla sua abolizione nel 2015 con il Jobs Act.

COS’È IL CONTRATTO A PROGETTO?

Il contratto a progetto era una forma di collaborazione autonoma caratterizzata da un obiettivo specifico (il “progetto”), concordato tra il committente e il collaboratore. Si collocava a metà strada tra il lavoro subordinato e quello autonomo, pur essendo formalmente una collaborazione di tipo parasubordinato.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DL CONTRATTO A PROGETTO

  • Legame a un progetto definito: Il contratto doveva specificare un obiettivo ben determinato, distinto dall’attività ordinaria dell’azienda.
  • Autonomia del collaboratore: Il lavoratore era libero di organizzare il proprio lavoro, senza essere sottoposto al potere direttivo e disciplinare del committente.
  • Durata limitata: La collaborazione cessava al completamento del progetto o alla scadenza del termine previsto.

DIFFERENZE TRA CONTRATTO A PROGETTO E ALTRE FORME CONTRATTUALI

AspettoContratto a ProgettoLavoro SubordinatoLavoro Autonomo
Autonomia lavorativaParzialeLimitataCompleta
Direzione del lavoroNessun potere direttivo del committenteControllo del datore di lavoroNessun controllo diretto
RetribuzioneLegata al progettoFissa, legata a ore/meseConcordata per attività o prestazione
DurataVincolata al progettoContinuativaDefinita dalla prestazione

NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEL CONTRATTO A PROGETTO

Il contratto a progetto era regolato dagli articoli 61-69 del D.Lgs. n. 276/2003, che stabilivano i seguenti requisiti:

  • La necessità di definire un progetto specifico o un programma di lavoro.
  • Il divieto di utilizzare il contratto a progetto per svolgere attività ripetitive o strettamente legate al ciclo produttivo dell’azienda, tipiche del lavoro subordinato.
  • L’obbligo di formalizzare il contratto per iscritto, indicando la durata, il compenso pattuito, i criteri per la valutazione del lavoro svolto e le modalità di recesso.

Con il Jobs Act (D.Lgs. n. 81/2015), questa tipologia contrattuale è stata abolita per le nuove collaborazioni, riformando le regole sul lavoro autonomo e subordinato.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CONTRATTO A PROGETTO

PER IL COMMITTENTE

  • Vantaggi:
    • Maggiore flessibilità nella gestione delle risorse.
    • Costi inferiori rispetto a un contratto subordinato (es. minori oneri contributivi).
    • Possibilità di utilizzare collaboratori per obiettivi specifici senza impegno continuativo.
  • Svantaggi:
    • Complessità nel definire progetti chiari e specifici.
    • Rischio di contenziosi legati a una possibile qualificazione del rapporto come subordinato.

PER IL COLLABORATORE

  • Vantaggi:
    • Maggiore autonomia nella gestione del proprio lavoro.
    • Possibilità di collaborare con più committenti contemporaneamente.
  • Svantaggi:
    • Minori tutele rispetto a un rapporto subordinato (es. ferie, malattia, maternità).
    • Compensi spesso inferiori rispetto al lavoro subordinato.
    • Instabilità occupazionale e assenza di continuità reddituale.

ABUSI E CRITICHE AL CONTRATTO A PROGETTO

Il contratto a progetto è stato spesso criticato perché utilizzato impropriamente da molte aziende per mascherare rapporti di lavoro subordinato e ridurre i costi del personale. Gli abusi includevano:

  • Attività non legate a un vero progetto, ma svolte come lavoro ordinario.
  • Direzione e controllo effettivi del collaboratore da parte del committente.
  • Compensi inadeguati rispetto all’impegno richiesto.

Questi problemi hanno contribuito alla sua abolizione e alla riforma del mercato del lavoro.

SUPERAMENTO E ABOLIZIONE DEL CONTRATTO A PROGETTO CON IL JOBS ACT

Con il Jobs Act del 2015, il contratto a progetto è stato eliminato, segnando un importante cambio di paradigma nel diritto del lavoro italiano. Le principali novità introdotte sono:

  • Stop ai nuovi contratti a progetto: Dal 2015, non è più possibile stipulare nuovi contratti di questo tipo.
  • Collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.): Sostituiscono il contratto a progetto, ma sono sottoposte a regole più stringenti per evitare abusi.
  • Incentivo al lavoro subordinato: Il legislatore ha favorito l’assunzione con contratti stabili e subordinati, grazie anche a sgravi contributivi.

CONTRATTI A PROGETTO ANCORA ATTIVI

I contratti a progetto stipulati prima del 2015 possono essere ancora in essere fino al loro completamento naturale. Tuttavia, questi rapporti devono rispettare le regole vigenti all’epoca della loro stipula.

CONTRATTO A PROGETTO

Il contratto a progetto ha rappresentato per anni una soluzione intermedia tra lavoro autonomo e subordinato, ma i suoi frequenti abusi hanno portato alla sua abolizione. Oggi, il focus è sulla distinzione chiara tra lavoro subordinato e autonomo, con una preferenza per forme contrattuali più stabili e trasparenti. La lezione del contratto a progetto resta però importante per comprendere l’evoluzione del mercato del lavoro in Italia e la necessità di equilibrare flessibilità e tutele.

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Foto Agenzia Liverani