La provvigione di mediazione rappresenta il compenso riconosciuto al mediatore per il suo ruolo nell’intermediazione tra le parti, al fine di concludere un affare, come la vendita o la locazione di un immobile. È un elemento cruciale del contratto di mediazione, regolato dagli articoli 1754 e seguenti del Codice Civile italiano.
Indice
CHI È IL MEDIATORE
Il mediatore è una figura imparziale che facilita l’incontro tra due o più parti, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, dipendenza o rappresentanza. Il suo compito principale è favorire la conclusione di un contratto, come ad esempio la compravendita di una casa o la stipula di un contratto di affitto.
QUANDO MATURA IL DIRITTO ALLA PROVVIGIONE DI MEDIAZIONE
Secondo il Codice Civile, il diritto alla provvigione sorge nel momento in cui l’affare si conclude grazie all’intervento del mediatore. Questo significa che:
- L’affare deve essere stato concretamente concluso, ad esempio con la firma di un contratto preliminare o definitivo.
- Deve esserci un nesso causale tra l’attività del mediatore e la conclusione dell’affare: il suo intervento deve essere determinante.
QUANTO SPETTA AL MEDIATORE?
L’importo della provvigione non è fissato dalla legge, ma viene generalmente determinato:
- Dagli usi locali: in molte province italiane esistono tabelle indicative approvate dalle Camere di Commercio.
- Dagli accordi tra le parti: il mediatore può concordare con i clienti l’entità del compenso al momento dell’incarico.
La provvigione è solitamente espressa come una percentuale sul valore dell’affare concluso. Ad esempio, per una compravendita immobiliare, può variare tra l’1% e il 3% del prezzo di vendita, a seconda della prassi locale e degli accordi specifici.
CHI PAGA LA PROVVIGIONE DI MEDIAZIONE?
Il pagamento della provvigione è di norma a carico di entrambe le parti coinvolte nell’affare, salvo diverso accordo. Ad esempio, sia l’acquirente sia il venditore di un immobile sono tenuti a corrispondere al mediatore la propria quota, proporzionale o concordata.
QUANDO LA PROVVIGIONE DI MEDIAZIONE NON È DOVUTA
Il mediatore non ha diritto alla provvigione se:
- L’affare non si conclude: ad esempio, se una trattativa avviata non porta alla firma di alcun contratto.
- Manca l’iscrizione al ruolo: il mediatore deve essere iscritto al registro degli agenti di affari in mediazione presso la Camera di Commercio per esercitare legalmente e avere diritto al compenso.
- Non esiste nesso causale: se il contratto si conclude senza un apporto determinante del mediatore.
CONTROVERSIE SULLA PROVVIGIONE DI MEDIAZIONE
In caso di disaccordi sul pagamento della provvigione, è possibile rivolgersi a un giudice civile o avviare una procedura di conciliazione. Spesso, la chiave per risolvere la disputa è verificare l’effettivo contributo del mediatore alla conclusione dell’affare.
PROVVIGIONE DI MEDIAZIONE
La provvigione di mediazione è il giusto compenso per il lavoro del mediatore, che agisce come intermediario imparziale e facilitatore di accordi. Conoscere le regole che disciplinano il diritto alla provvigione e le modalità di pagamento è essenziale per affrontare correttamente qualsiasi rapporto di mediazione, evitando incomprensioni e controversie. Per maggiore tutela, è consigliabile affidarsi a professionisti regolarmente abilitati e chiarire fin dall’inizio gli aspetti economici del rapporto.
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Foto Agenzia Liverani